Ex Stoppani, in arrivo 14,8 mln di Euro. Verso la bonifica definitiva?

Sono trascorsi 10 anni dalla sua chiusura. La ex Stoppani, sul confine tra Cogoleto e Arenzano, in Liguria, è ancora fra i siti pericolosi per l’ambiente e la salute del’uomo, nella lista del Ministero dell’Ambiente. Da 10 anni è in corso l’opera di bonifica che ancora è in piedi, nonostante le diverse inchieste giudiziarie e diversi arresti. Adesso il governo, attraverso i fondi FSC per lo sviluppo e la coesione, ha stanziato ben 14,8 milioni di euro. Un passo avanti verso la definitiva bonifica della Stoppani. A cosa serviranno questi soldi?. Bisognerà raddoppiare la linea di trattamento delle acque di falda, contaminate dal cromo esavalente, con la garanzia di un funzionamento senza soluzioni di continuità. L’intervento fornirebbe una garanzia nel caso di interventi di manutenzione sulla prima linea oltre che per consentire una portata maggiore di trattamento delle acque di falda. E, ancora, la decontaminazione e la demolizione di tutte le strutture ancora presenti, nonché dei serbatoi in collina e dei vecchi impianti e strutture fuori terra con sigillatura e asfaltatura. Infine, i soldi serviranno per l’implementazione delle barriere idrauliche con conseguente ulteriore garanzia ad evitare qualsiasi fuoriuscita di cromo nel torrente Lerone e quindi al mare. I finanziamenti verranno gestiti dalla regione Liguria attraverso il commissario per l’emergenza. “Un grande risultato – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente, Giacomo giampredone che ha annunciato l’arrivo dei fondi – anche per i comuni di Cogoleto e Arenzano”. È stata anche chiesta la proroga della fase di emergenza, come richiesto al ministro Galletti per fare in modo che la gestione delle risorse stanziate venga garantita al meglio. Al termine della messa in sicurezza del sito si potrà fare un progetto di bonifica.
Nessuno però ha parlato del pericolo della discarica Molinetto che è stata sequestrata e lasciata lì con il percolato nell’alveo Arrestra, attaccato a Varazze e alla nuova spiaggia per disabili gestita dalla croce rossa italiana. E non parliamo del cromo esavalente che sarebbe stato conferito anche in altre discariche, senza autorizzazioni e senza specificare di che tipo di materiale si trattava.

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